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Sabato, 20 Febbraio 2016 13:55

Mission

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L’idea di creare questo sito è nata quando, come docente di Lettere alla scuola secondaria di I grado, entrata in ruolo nel 2014, dopo aver lavorato come precaria a partire dal 2004, ho sentito l’esigenza di creare un’aula digitale, uno spazio virtuale, per completare l’interazione professionale con i miei alunni e con i colleghi.

Ho cominciato ad interessarmi alle Tecnologie per l’Informazione e la Comunicazione  in un ambito esterno alla didattica, in particolar modo quando ho potuto lavorare nell’équipe dei professori Di Stefano Manzella e Panciera, nel settore delle antichità greco-romane. Mi è stato affidato lo studio e la catalogazione delle iscrizioni latine custodite nella Galleria lapidaria dei Musei Vaticani (sezioni XIII e XV), nonché la ricognizione sistematica dei “signacula ex aere” pubblicati nel Corpus Iscriptionum Latinarum. I materiali studiati sono stati informatizzati, catalogati e pubblicati nella Banca Dati Vaticana.

Negli ultimi dieci anni, ho operato nel mondo della scuola e mi sono resa conto, sempre più, della necessità di saper padroneggiare le TIC per la didattica. Esse, infatti, offrono opportunità formative potenziate, incidendo sulla dimensione spazio-temporale delle dinamiche di insegnamento-apprendimento.
La diffusione dei computer ha indotto profondi cambiamenti nelle modalità di apprendimento: è richiesta agli studenti una maggiore autonomia e indipendenza, l'acquisizione di nuove capacità di apprendimento basate su una continua pratica di interazione, la rielaborazione del proprio sapere, ad esempio per la creazione di ipertesti. Del resto, nel quotidiano gli studenti sono già orientati verso la condivisione e la costruzione sociale della conoscenza. E' consuetudine dei ragazzi condividere file e appunti in un gruppo di classe sui Social Media, il più delle volte dedicato e chiuso, il quale spesso viene tenuto nascosto ai professori, che in gran numero ritengono i Social Network delle perdite di tempo nocive per lo studio. In qualche modo le nuove generazioni stanno già seguendo le pratiche di condivisione della conoscenza senza il beneplacito dei loro docenti. Ma lo fanno senza una riflessione sui limiti e le possibilità del mezzo.

Utilizzando una formazione del tipo “learning by doing” ho frequentato un corso personalizzato, addestrandomi all’utilizzo di una piattaforma CMS (Content Management System) e a tutte le tematiche ad essa relative.
Il risultato, seppur  “modesto”, è quanto potete osservare in questo sito!
Questo è il primo passo, da far crescere nel corso del tempo, finalizzato a creare un ambiente di apprendimento nuovo e innovativo, grazie al quale sia possibile individualizzare sempre meglio l’azione formativa.

Concludendo, ci tengo però a informare chi seguirà questo prodotto, che, a mio avviso, compito primario della scuola sia la necessità di “creare una forma mentis che può includere la forma «schermo», ma non può prescindere dalla forma «libro» (M. Baldacci “Pedagogia in cammino”, intervento del 15 Aprile 2016 al Convegno nazionale “Il foglio, la lavagna, lo schermo” - Proteo Fare Sapere).
Citando un articolo di R. Casati, infatti, studi scientifici dimostrerebbero che: “esiste una buona correlazione tra capacità di lettura digitale e capacità di lettura su carta. Essere un buon lettore su carta predice le capacità di lettura digitale, e un buon lettore digitale è anche un buon “navigatore” (Il Sole 24 Ore - leggi "Chi legge naviga meglio").
Il docente, per dirla alla Baldacci, non dovrà mai essere "un migrante digitale e abbandonare la madrepatria libro"!

Mi piacerebbe che questo piccolo spazio  web aiutasse noi docenti a riflettere sulle pratiche pedagogiche e sulle sfide che ci attendono nel futuro prossimo venturo!

Cum grano salis, SEMPER!

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